Disinfestazione, come si fa…

Entrando nel dettaglio operativo andiamo ad esaminare come si devono effettuare i vari interventi di disinfestazione esterna, analizzandoli uno ad uno, partendo da quello più comune, ovvero dalla Deblattizzazione. Abbiamo già appurato che la Blatta Orientalis, quella che prevalentemente infesta i condomini, si riproduce e vive nelle fosse biologiche, nei locali autoclave, caldaia e ascensore. E’ quindi del tutto inutile trattare i bordi perimetrali dello stabile, mentre è essenziale aprire tutti i tombini, compresi quelli delle messe a terra, e procedere con un’irrorazione accurata, cercando di penetrare in profondità, fin dentro le fessure. Poi si continuerà con i locali autoclave, caldaia ed ascensore, trattando tutta la pavimentazione, stando ben attenti a creare un velo e a non generare pozze di prodotto. Uscendo, al bordo di ogni singola porta, si provvederà a creare una striscia di prodotto, in modo da lasciare un residuo attivo. Se il locale ascensore non fosse raggiungibile si provvederà a trattarlo irrorando attraverso la fessura presente nel pavimento. L’intervento deve essere effettuato sempre in modo capillare. E’ bene, prima di iniziare, verificare l’eventuale presenza di soggetti vivi in modo da concentrarsi su focolai particolarmente intensi.

 La Disinfestazione contro Zanzare non si risolve con una semplice “passata” di insetticida. La prima azione da compiere una volta sul posto è verificare la presenza o meno di vasche o fontane contenenti pesci. Essi infatti sono molto sensibili ai biocidi che utilizziamo e, proprio per questo motivo, dobbiamo evitare che la soluzione entri in contatto con il loro habitat. Anche alcune piante, come le ortensie, sono particolarmente delicate, ma risentono maggiormente del vento generato dall’atomizzatore che del prodotto in sé. E’ in ogni caso buona norma evitare che la soluzione si posi su di esse. Una volta pianificato il percorso si verifica la presenza di tombini e raccolte d’acqua. Si tratta di luoghi in cui gli insetti si riproducono ed è essenziale posizionare al loro interno compresse larvicide, assicurandosi di non averne saltato nessuno. Terminata la fase preliminare si passa all’intervento vero e proprio, atomizzando la soluzione sul verde. E’ buona norma tenere il cannone rivolto verso l’alto con un’inclinazione di 45° in modo da coprire tutto il manto erboso e le siepi (con particolare cura). E’ però estremamente importante trattare anche le chiome degli alberi, luoghi  in cui gli insetti tendono a posarsi. Le finestre devono sempre essere chiuse e l’avviso apposto prima dell’intervento.

Per quanto riguarda le formiche, il Direttore Tecnico avrà già pianificato, come per gli altri interventi, questo tipo di operazione, ma è comunque buona abitudine verificare di persona la presenza di processioni sui marciapiede condominiali. I luoghi maggiormente infestati saranno, logicamente, quelli più vicini ai focolai. Prima di intervenire è importantissimo assicurarsi che le siepi non siano state trattate da nessuno e che non vi siano residui di prodotti (ad esempio di rame) che potrebbero interagire. In seguito si parte proprio da esse, effettuando il lavaggio, come disposto dal D. T. Questa operazione rimuoverà la mielata, cibo preferito delle formiche, e staccherà gli afidi presenti, produttori della sostanza. Già di per sé sarebbe un intervento risolutivo, ma i focolai restano attivi, quindi la squadra effettuerà un’irrorazione lungo tutto il bordo condominiale (marciapiede e vialetti) per una profondità di circa un metro, alzandosi fino almeno a un metro. Vale sempre la regola di non bagnare, ma di creare un velo.

Hai bisogno di aiuto?